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Napoli, allenamenti più intensi nel ritiro: Buongiorno vola a Barcellona, cresce l’emergenza infortuni

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Il Napoli entra nel vivo della preparazione estiva e aumenta progressivamente i carichi di lavoro. Dopo le prime giornate dedicate soprattutto a esercitazioni tecniche, tattiche e partitelle, la squadra guidata da Massimiliano Allegri ha affrontato una seduta decisamente più impegnativa dal punto di vista atletico, con l’obiettivo di costruire la migliore condizione fisica in vista dell’inizio della stagione.

Nel programma di allenamento il pallone è rimasto momentaneamente da parte per lasciare spazio a un intenso lavoro atletico. I calciatori hanno iniziato la seduta con diversi giri di campo, proseguendo poi con una serie di ripetute e un lavoro aerobico mirato, oltre alle consuete esercitazioni in palestra. Pur con carichi ancora inferiori rispetto a quelli delle preparazioni più dure del recente passato, lo staff tecnico ha iniziato ad alzare il livello dell’intensità, incrementando gradualmente il lavoro di resistenza.

A complicare il ritiro continuano però a essere gli infortuni. Nella giornata di ieri Matteo Politano è rimasto ai box a causa di una contusione all’anca destra, mentre Antonio Vergara non ha preso parte agli allenamenti per sintomi influenzali.

Si è fermato anche Rafa Marin, che dopo aver superato senza particolari conseguenze una lieve distorsione alla caviglia riportata nei giorni scorsi, ha accusato un leggero affaticamento muscolare nella parte conclusiva della seduta pomeridiana. Le sue condizioni non destano particolare preoccupazione, ma rappresentano comunque un ulteriore contrattempo per lo staff tecnico.

Arrivano invece notizie rassicuranti per Lorenzo Lucca, che ha rapidamente smaltito la contusione al piede sinistro e dovrebbe tornare regolarmente a disposizione.

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In questo momento sono sette i giocatori indisponibili nel ritiro del Napoli. Oltre a Politano, Rafa Marin e Vergara, erano infatti già assenti dall’inizio della preparazione Billy Gilmour, David Neres, Sam Beukema e Alessandro Buongiorno, tutti alle prese con problemi fisici precedenti all’avvio del raduno.

L’attenzione principale resta però concentrata proprio sulle condizioni di Alessandro Buongiorno. Il difensore azzurro è atteso oggi a Barcellona, dove sarà visitato dal professor Ramon Cugat, considerato uno dei massimi esperti internazionali in traumatologia e chirurgia ortopedica.

Dal consulto medico arriverà una decisione fondamentale per il futuro del centrale italiano. Sul tavolo ci sono infatti due possibili strade: proseguire con una terapia conservativa oppure ricorrere a un intervento chirurgico per risolvere definitivamente il problema al tendine del ginocchio destro.

Buongiorno conosce già molto bene questa situazione, visto che proprio all’inizio di giugno era stato operato allo stesso ginocchio per l’asportazione di una cisti che ne aveva limitato il rendimento nella parte finale della scorsa stagione. Nonostante il problema fisico, il difensore era comunque riuscito a chiudere l’annata da giocatore più utilizzato nel reparto arretrato e tra gli elementi maggiormente impiegati della rosa.

Qualora si rendesse necessario l’intervento chirurgico, i tempi di recupero potrebbero arrivare fino a tre mesi, mentre con una terapia conservativa lo stop dovrebbe essere sensibilmente più breve, intorno a un mese e mezzo. In ogni caso, Buongiorno sarà costretto a saltare anche la seconda parte del ritiro estivo in programma a Castel di Sangro, privando Allegri di uno dei punti di riferimento della difesa proprio nella fase più importante della preparazione.

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Calciomercato

Calciomercato Roma, Summerville resta l’obiettivo: il West Ham respinge anche la seconda offerta, ma D’Amico prepara il rilancio

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La trattativa tra Roma e West Ham per Crysencio Summerville entra nella fase decisiva. Nelle scorse ore il club inglese ha respinto anche la seconda proposta formulata dalla società giallorossa, ma il dialogo tra le parti resta aperto e la dirigenza capitolina è pronta a un nuovo tentativo per arrivare alla fumata bianca.

Dopo il primo rifiuto, i Friedkin avevano autorizzato Tony D’Amico a migliorare l’offerta iniziale da 40 milioni di euro più 5 milioni di bonus, nel tentativo di ridurre la distanza economica con il West Ham. Tuttavia, il rilancio non è stato sufficiente a convincere il club londinese.

Gli Hammers continuano infatti a mantenere una posizione ferma, chiedendo 50 milioni di euro per lasciar partire l’esterno offensivo olandese. Una valutazione che la Roma sta cercando di raggiungere attraverso una nuova proposta, attesa nel corso della giornata.

Nonostante il nuovo rifiuto, la trattativa non viene considerata compromessa. Al contrario, a Trigoria filtra ancora fiducia sulla possibilità di trovare un accordo definitivo, anche grazie alla volontà del calciatore.

Summerville ha infatti già espresso il proprio gradimento per il trasferimento nella Capitale e ha raggiunto un’intesa di massima con la Roma per il contratto. Proprio il sì dell’esterno rappresenta uno degli elementi su cui la società giallorossa continua a fare affidamento per cercare di sbloccare l’operazione.

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Le prossime 24-48 ore saranno determinanti. D’Amico è al lavoro per preparare un ulteriore rilancio che possa soddisfare le richieste economiche del West Ham e consentire a Gian Piero Gasperini di accogliere il primo grande acquisto del mercato estivo.

La Roma, però, non intende trascinare la trattativa all’infinito. Se anche il nuovo tentativo dovesse concludersi con un nulla di fatto, il club sarebbe pronto a interrompere i negoziati e a concentrare le proprie risorse su altri profili già presenti nella lista preparata dalla dirigenza.

Il futuro di Summerville è quindi appeso alle prossime ore: la Roma è pronta all’ultimo assalto, mentre il West Ham resta fermo sulle proprie richieste. La sensazione è che il verdetto definitivo sia ormai vicino, in un senso o nell’altro.

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Mondiali 2026

Argentina, Scaloni: “Allenerò fino a dicembre, dopo molto probabilmente mi fermerò”

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Fino a dicembre proseguirò, e dopo probabilmente l’idea è di rilassarmi, fermarmi un po’“. Nonostante in conferenza stampa Lionel Scaloni sia parso più abbottonato sul suo futuro, in mixed zone prima di lasciare il MetLife Stadium e la medaglia d’argento di New York da secondo classificato nella Coppa del Mondo, si è lasciato scappare dei dettagli importanti su chi sarà seduto sulla panchina dell’Albiceleste nei prossimi mesi da ct.

“È un posto straordinario, un sogno. È stato un piacere stare qui, un orgoglio. Fino a dicembre, se il presidente (Claudio Tapia, ndr) vuole, io sono qui, e dopo sarà complicato… È anche giusto che ci possa essere un cambio”, ha ammesso l’argentino di 48 anni all’uscita dello spogliatoio dello stadio, dopo la sconfitta della nazionale in finale del Mondiale contro la Spagna. “Fino a dicembre, e dopo probabilmente mi fermerò. Devo comunque parlarne con il presidente. Ripeto, è un posto incredibile, straordinario, meraviglioso, da sogno, ma che richiede moltissime energie. Vedremo”.

In precedenza, in conferenza stampa, Scaloni aveva già dichiarato: “Sono grato al presidente per l’opportunità e per essere in questo posto. Voglio portare a termine il mio contratto e poi vedrò. È giusto che io possa prendermi questo tempo e pensare al mio futuro”, ha detto rotto dal pianto, tra le lacrime. “Questo posto è meraviglioso. È un posto da sogno che non avrei mai immaginato di vivere nella mia vita. Per continuare servono molte cose. Bisogna resettarsi e formare un altro gruppo così. È difficile che si formi di nuovo un gruppo come questo. Mi fa male nell’anima”. Chissà se Scaloni continuerà a guidare la Nazionale argentina, che ha saputo portare sul tetto del Mondo quattro anni fa in Qatar.



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Calciomercato

Calciomercato Roma, Koné nel mirino di Manchester United e Chelsea: fissato il prezzo per la cessione

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Archiviata l’avventura ai Mondiali, Manu Koné è pronto a concentrarsi sul proprio futuro, che potrebbe essere lontano dalla Roma. Il centrocampista francese resta uno dei nomi più richiesti del mercato estivo e continua ad attirare l’interesse di alcuni dei principali club europei.

Tra le società che seguono con maggiore attenzione l’evoluzione della situazione ci sono Manchester United e Chelsea. In particolare, i Red Devils avrebbero già avviato i primi contatti con l’entourage del calciatore per sondare la disponibilità a un eventuale trasferimento, senza però presentare, almeno per il momento, un’offerta ufficiale alla società giallorossa.

La posizione della Roma è comunque ben definita. Il club capitolino non intende privarsi facilmente di uno dei suoi centrocampisti più importanti e ha stabilito una valutazione compresa tra 50 e 60 milioni di euro. Soltanto di fronte a una proposta di questo livello la dirigenza sarebbe disposta ad aprire una trattativa, mentre offerte inferiori non verranno prese in considerazione.

Non è la prima volta che Koné finisce nel mirino di una big europea. Già nel mese di giugno l’Atletico Madrid aveva tentato l’affondo, arrivando a mettere sul tavolo circa 43 milioni di euro. L’operazione, però, non è mai decollata anche perché la destinazione spagnola non convinceva pienamente il centrocampista francese.

Nonostante la volontà della Roma di valorizzare il proprio gioiello, la possibilità di una cessione resta concreta. Il club giallorosso, infatti, dovrà completare almeno un’importante operazione in uscita entro la fine di luglio per rispettare gli impegni assunti con la UEFA nell’ambito del percorso legato al Fair Play Finanziario.

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Per questo motivo il nome di Koné continua a essere tra quelli maggiormente indiziati per un trasferimento. Un’eventuale cessione alle cifre richieste consentirebbe alla Roma di sistemare definitivamente i conti e, allo stesso tempo, di ottenere le risorse necessarie per finanziare il mercato in entrata, permettendo al direttore sportivo Tony D’Amico di completare la rosa a disposizione di Gian Piero Gasperini.

Le prossime settimane si preannunciano quindi decisive. Manchester United e Chelsea restano alla finestra, pronti a valutare un affondo concreto, mentre la Roma attende un’offerta che rispecchi la valutazione fissata per il centrocampista francese. Solo a quelle condizioni il futuro di Koné potrebbe realmente cambiare.

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