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Roma-Inter, Dybala scalpita per tornare titolare: Gasperini valuta la Joya dal 1’ dopo 240 giorni di attesa

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA DYBALA – Duecentoquaranta giorni di attesa. Tanti ne sono passati dall’ultima vera notte di Paulo Dybala protagonista, e dentro Trigoria nessuno ha voglia di arrivare a 241. La Roma e il suo fuoriclasse argentino si preparano a riabbracciarsi davvero, proprio alla vigilia del big match contro l’Inter, in programma sabato sera all’Olimpico. Una partita mai banale per la Joya, che contro i nerazzurri ha sempre avuto qualcosa in più da dimostrare.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Gian Piero Gasperini sta valutando seriamente la possibilità di lanciare Dybala titolare. L’argentino ha lavorato con intensità e continuità durante le due settimane di sosta, impressionando per condizione fisica e concentrazione. E per un allenatore come Gasp, che fonda le proprie scelte anche sulla qualità e sulla costanza negli allenamenti, questo può fare la differenza.

La decisione definitiva arriverà soltanto nelle prossime ore, ma le quotazioni di Dybala per una maglia dal 1’ sono in netta risalita. In questo momento l’argentino è in ballottaggio con Lorenzo Pellegrini e Artem Dovbyk, mentre Matías Soulé è sicuro del posto. L’eventuale impiego della Joya comporterebbe anche un cambio strategico nella disposizione offensiva della squadra, con Gasperini pronto ad adattare il sistema di gioco alle caratteristiche del suo numero 21.

Il tecnico e l’ambiente giallorosso aspettano una grande notte di Dybala, perché la Roma ha bisogno della sua qualità, dei suoi gol e dei suoi assist. L’argentino non segna dal 20 febbraio, quando con una doppietta trascinò i giallorossi alla vittoria contro il Porto. Poi, una lunga serie di infortuni — dalla lesione al tendine di marzo fino allo stop con il Torino — ne hanno frenato la continuità. In questa stagione il suo bottino parla chiaro: appena 137 minuti giocati, troppo pochi per uno con il suo talento.

Ora è il momento del rilancio. Gasperini vuole gestire lui il minutaggio dell’argentino, senza che siano più gli infortuni a dettare le regole. Perché la Roma ha mostrato limiti realizzativi evidenti in questo avvio di stagione, e chi meglio di Dybala può garantire quel salto di qualità tanto atteso in fase offensiva?

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C’è poi un altro tema sullo sfondo: quello del rinnovo di contratto. Dybala guadagna 7 milioni netti a stagione tra parte fissa e bonus, una cifra che per ora rende il prolungamento non una priorità per la società. Ma una grande prestazione contro l’Inter — la stessa squadra che nel 2022 rifiutò di offrirgli quello stipendio — potrebbe riaprire ogni discorso.

Ecco perché quella di domani sera all’Olimpico non sarà solo una partita di campionato. Sarà il banco di prova del nuovo corso di Dybala, l’occasione per riprendersi la Roma e, forse, per dimostrare a chi lo ha lasciato andare che la Joya non ha ancora smesso di brillare.

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Toni: “Quel gol contro l’Inter un boato mai sentito. Mi capita ancora di rivedere quelle immagini”

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ULTIME NOTIZIE ROMA INTER TONI – Il 27 marzo del 2010 la Roma di Ranieri e l’Inter di Mourinho si contendevano uno scudetto tiratissimo. Nello scontro diretto fu un gol di Luca Toni, intervistato dal Corriere dello Sport, a consegnare la vittoria ai giallorossi, che sembravano avviati verso il tricolore.

La storia poi disse altro, ma il boato di quel gol è considerato, ancora oggi, uno dei più potenti all’Olimpico dell’era moderna. Uno studio lo paragonò a un boato sismico: «Mi ricordo tutto perfettamente. Nonostante io abbia giocato così poco a Roma, tanti tifosi ancora oggi mi fanno i complimenti. Ricordano con affetto quel gol, mi dicono che un boato così non l’avevano mai sentito prima. Mi capita di rivedere le immagini, con la telecronaca di Carlo Zampa in sottofondo. Mamma mia quanto urlava…».

Dovbyk e Ferguson non sono così prolifici: la Roma rischia di pagarlo?
«Magari, in partenza, non sono perfetti per il gioco di Gasperini, penso comunque che siano due ottimi giocatori. Hanno bisogno di conoscere sempre meglio Gasp e i suoi metodi, come l’allenatore ha bisogno di conoscere sempre meglio loro due».

Chi vince lo scudetto?
«L’Inter».

E la Champions?
«Barcellona».

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Modric e De Bruyne in Serie A?
«Due campioni e leggende assolute. Luka è più avvantaggiato nel recupero, giocando solo una volta a settimana. Ma anche De Bruyne ha avuto un impatto importante. Nessuno dei due si può e si deve discutere».

A novembre sarà protagonista delle Finali del World Legends Tour: il padel ha sostituito il calcio?
«In questo circuito ho trovato tante cose: amicizia, competitività, divertimento, il livello di tutti i partecipanti è davvero altissimo. A Miami si va per vincere, in coppia con Ceccarelli».

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Inter, Ausilio: “Per Koné c’è stato un contatto con la Roma, ma poi i giallorossi hanno detto no”

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ULTIME NOTIZIE ROMA INTER AUSILIO – Il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport, parlando anche di Gasperini e dell’interesse nerazzurro per Konè. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Mollato Lookman, siete andati su Koné.
«Te l’ho appena detto, siamo tornati a puntare sul 3-5-2. C’è stato un contatto».

Uno solo?
«Uno, più, che importa? A un certo punto la Roma ci ha fatto sapere che non se ne faceva nulla. E ci siamo mossi per Diouf».

Un no della Roma di Gasperini
«Da noi è stato pochino. Mi credi se ti dico che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui, visto quello che ha fatto in seguito? È un top».

I migliori allenatori sul campo?
«Spalletti e Conte».

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E Mou?
«Sopra tutto e tutti per quello che rappresenta nella storia dell’Inter»

La Roma ti cercò?
«In passato ci fu un abboccamento».

Pallotta? Friedkin?
«Lascia stare. Sono rimasto all’inter dove nei primi anni avevo avuto la fortuna di vedere gente come Milito, Zanetti, Eto’o, Ronaldo il fenomeno. Non c’entrano niente con quelli di oggi».

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Roma-Inter, duello sulle fasce: Gasperini prepara le contromosse a Dumfries e Dimarco

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ULTIME NOTIZIE ROMA INTER DUMFRIES DIMARCO – Sarà una sfida di dettagli, di campo e di fascia. Roma-Inter, in programma sabato sera all’Olimpico, promette di essere uno scontro ad alta tensione tattica. Da una parte Gian Piero Gasperini, dall’altra Cristian Chivu, due tecnici che interpretano il calcio in modo differente ma con un obiettivo comune: dominare gli spazi laterali, vero campo di battaglia del match, riporta La Gazzetta dello Sport.

L’Inter di Chivu ha fatto del concetto di “verticalità” la propria cifra stilistica. L’ex difensore romeno ha chiesto alla sua squadra di essere ampia, aggressiva e dominante nei duelli individuali sulle corsie esterne, consapevole che proprio lì può nascere la superiorità decisiva. Non a caso, i nerazzurri mantengono il 3-5-2 ma con un’impostazione più fluida rispetto all’era Inzaghi, cercando di portare palla rapidamente in avanti con linee di passaggio dirette verso le punte, anche in assenza di Thuram.

Chivu vuole un’Inter fisica e verticale, e ha affidato a Denzel Dumfries e Federico Dimarco il compito di alzare la squadra. Il primo punterà con forza sulla fascia sinistra della Roma, dove Gasperini dovrà scegliere tra Tsimikas e Rensch: il greco garantisce più spinta offensiva, l’olandese maggiore solidità difensiva. Non è un dettaglio da poco, visto che Dumfries è pronto a sfruttare la sua superiorità fisica e la capacità di inserirsi con tempismo negli spazi.

Sul lato opposto, sarà invece Dimarco a incrociare Wesley, uno dei volti nuovi della Roma di Gasperini. Il brasiliano, dopo un avvio promettente, ha mostrato qualche timidezza nelle ultime uscite. Il laterale nerazzurro, invece, è in grande forma: tirato a lucido, determinato e pericoloso con il suo mancino. La sua sfida con Wesley rischia di diventare uno dei duelli chiave della serata.

Al centro del campo, la sfida sarà altrettanto vibrante. Manu Koné rappresenta il cavallo di Troia di Gasperini: la sua fisicità e la capacità di aggredire in pressing alto possono spostare gli equilibri, ma anche l’Inter risponderà con dinamismo e densità, affidandosi alla qualità di Calhanoglu, Barella e Mkhitaryan.

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Proprio l’armeno avrà un ruolo tattico cruciale: dovrà coprire Bastoni e Dimarco in fase difensiva e “schermare” Soulé, il giocatore più temuto dai nerazzurri. L’argentino, già decisivo nella scorsa stagione con una rete che costò lo scudetto all’Inter, rappresenta oggi la principale fonte di fantasia e imprevedibilità della Roma.

Gasperini sa che la partita passerà dalle fasce e dalla capacità dei suoi di resistere alla pressione e colpire in ripartenza. Chivu, invece, punta sull’ampiezza e sulla verticalità per aprire la compatta retroguardia giallorossa.

In uno stadio Olimpico che si preannuncia tutto esaurito, Roma-Inter sarà molto più di un big match: sarà una sfida di intelligenza tattica, fisicità e coraggio. Due idee di calcio a confronto per un primato che vale un pezzo importante di stagione.

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Proprietario: Marco Violi
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